Gli uomini parleranno, ma non diranno nulla’. La via italiana alla Sprachkritik

Mimmo Cangiano

Abstract


La Sprachkritik, o critica del linguaggio, si pone — in particolar modo per l’intellighenzia austriaca e francese — quale uno dei luoghi fondamentali della “cultura della crisi” primonovecentesca, anzitutto in quanto riflesso, nelle strutture linguistiche, di una più generale messa in discussione del concetto di verità oggettiva. Il saggio analizza, in primo luogo, la presenza di tale questione in alcuni intellettuali italiani del periodo coevo (Giuseppe Prezzolini, Aldo Palazzeschi, Giovanni Boine e Carlo Michelstaedter), e chiarifica, in secondo luogo, come l’emersione di tale problematica implichi la partecipazione italiana ad alcune delle principali direttive culturali moderniste. Il tema analizzato permette infine di esplicitare, mediante le diverse prese di posizione degli intellettuali italiani sul tema, una fondamentale frattura all’interno dello stesso orizzonte culturale modernista; permette di chiarire, vale a dire, come il movimento modernista, pur partendo da nuclei tematico-filosofici similari, abbia immediatamente espresso su tali nuclei giudizi e soluzioni differenti. Le diverse prese di posizione sulla questione della Sprachkritik esemplificano la diversità degli approcci culturali rispetto a più centrali e diffusi nuclei tematici modernisti quali la questione della “morte di Dio”, l’entrata in crisi dell’idea di Soggetto e l’impossibilità della Forma di contenere in sé il dilagare della Vita.


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