'Né mendicanti, né poveri': la libertà nelle utopie italiane del Rinascimento
Abstract
Questo saggio analizza il problema della libertà in utopia con l’aiuto di un apparato filosofico di tradizione principalmente italiana e anglosassone, ove il discorso sulla libertà è sempre stato centrale. Alla luce dell’utopia eponima, quella di Thomas More, si discute il ruolo che alla libertà venne destinato nelle utopie italiane del Rinascimento. Si indica una strada per risolvere l’aporia che vede libertà e utopia come concetti contrapposti, dimostrando che per connetterli occorre calarsi in una realtà affatto diversa da quella contemporanea, e studiare l’universo teorico in cui la libertà rinascimentale convive con l’idea di utopia, mondo migliore, città ideale.
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